I Sacerdoti di Porcile/Eianina - Frascineto



Sposati e Scapoli che Presero l'Abito Talare
Married and Celibate Priests of Eianina - Frascineto
Studio su Frascineto - Eianina che riguarda i sacerdoti menzionati in diversi documenti storici
© 2004-2006 Alicia Bodily

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1781

FERRARI, Francesco - Donation to his Grandson the Acolyte Vincenzo FERRARI

Archivio di Stato di Castrovillari; Notaio Ferdinando FRASCINO; 1781; f. 14-16 (7 April 1781).
Abstract: Francesco FERRARI donates to his grandson, the Acolyte Vincenzo FERRARI, two plots of land, one with several oak trees in the area
called il Prato (which very possibly is the same area called in other documents "il Prato di San Pietro", likely near the ancient Church of San Pietro in Frascineto), with a built tower and sheepfold; and a vineyard in the area called Il Monte.
In order to become a priest, a man had to own what was called his Sacred Patrimony. Briefly, this was a certain quantity of land, cash and whatever else (animals, rents, and the like) someone donated to him for the purpose of financing his studies and allowing him to theoretically have a basic income or benefit when he became an ordained priest. In other words, it was a guarantee that he would have the necessary means to survive while studying and beyond. The donations usually came from parents or other members of the family. In this case, a grandfather is the donor.
At this time Don Vincenzo FERRARI was an Acolyte, the last step in the minor orders, after Porter, Lector, and Exorcist. According to his death certificate, he was born abt 1759 in Frascineto. He may have been born a few years later, if he conformed to the age requirement for this office. His father was Giovanni FERRARI, listed in the Cadaster "Onciario" of Frascineto. See Giovanni as a child of Francesco, the donor.
For a more detailed explanation of the priestly orders, and their evolution and convolutions through time, see The Catholic Encyclopedia. It is important to notice that since 1972 the minor orders were abolished as part of the process to become a Catholic priest.

Below are the highlights of the Italian document:  Per approfondire sul tema del sacerdozio in italiano, vedi il sito della RAI

Ratifica della Donaz[ion]e Patrimoniale fatta dß Francesco FERRARI ß benef[ici]o dell'Accolito Vincenzo FERRARI suo Nep[ot]e
Francesco FERRARI di q[uest]a Terra di Frascineto... asserisce come sin dal Mese di Marzo dell'Anno 1776, con publico Istrom[ento]... p[er] l'amore particolare, che nutriva verso la Persona dell'Accolito Vincenzo FERRARI, suo Caro, ed amato Nepote, e p[er] mostrare ß q[ues]ti la sua benevolenza, determin˛ al med[esi]mo donare, ed assignare do[n]nis, et Patrimonij Testamentarij irrevocabilit[er] int[e]r vivos, tumulate tre Terra, con cinquantadue piedi di quercie, Torre, e Scarazzo di fabrica, site, e poste nelle pertinenze, e giurisdiz[ion]e di questa sud[dett]a Terra, luogo detto lo Prato, confine con altri beni d'esso Francesco FERRARI, e con Territ[ori]o detto Pompilio, franco, e libero, ed imune da ogni, e qualunq[u]e peso; Finalmente di una Vigna, anche in ristretto, e Tenim[ent]o di q[ues]ta riferita Terra in Contrada d[ett]a il Monte, confine coll'Eredi del Dr. Fis[i]co D. Giambatt[ist]a
FRASCINO, e con la Vigna di Dom[eni]co PELLICANO, verum q[ue]sta col suo peso di carlini dieceotto, dovute in ogni anno ratione Fundi alla Principale Camera di Cariati; qual donaz[io]ne de succennati Corpi stabili diede, ed assignˇ Egli il pred[ett]o Fran[cesco] al sud[dett]o suo Nepote Accolito Vincenzo, quˇ ad usufructu[m] tantu[m], e vita durante dell'anzid[ett]o, ad oggetto giongere q[ue]sto alla p[ri]ma Tonsura, ed ascendere ß gl'ordini minori, e Sacri, per indi poi colli frutti de predetti Corpi Stabili vivere detto suo Nepote con decoro dß vero Ecclesiastico ß seconda del Sacro Concilio Tridentino, e costituz[ion]i Appostoliche; Conche ave soggiunto in detta assertione, che tal Donaz[ion]e, come di Sopra, al med[e]mo fatta, quella presentemente ratifica, emologa, e conferma la parola ß parola dß principio sino alla fine, quˇ ad usufructum, e vita durante d'esso Accolito Vincenzo FERRARI di lui Nepote assente, e per quello a p.ne a titolo di Patrimonio Sacro p[er] poter ascendere al Sacro ordine del Suddiacono sino al Sacerdozio= ...



1782

MORTATI, Giambattista of Porcile - Last will and testament

Archivio di Stato di Castrovillari, Notaio Ferdinando FRASCINO di Frascineto, anno 1782, f. 15 recto (12 Jul 1782).
Abstract: The last will and testament of Giambattista MORTATI includes a disposition of part of his property that he assigned to his son Marsio, at the time a student at the Corsini Greek College of San Benedetto Ullano. The earnings from the properties were set aside to "help him in his studies, so that he ascends to the status of a priest by means of divine help." Marsio's patrimony consisted of a parcel planted with olives and other fruit trees, situated in the Feudo of Porcile, and another similar parcel with olive trees in the same area. He particularly states that if that is not enough, "other stuff should be assigned, so that he can ascend to the Ministry, and with the fruits of the same he could live with decorum, as the Ecclesiastical Condition requires, with the condition, however, that following his [Giambattista's] death, the said Patrimony
shoud go back to [all of] his heirs, and Don Marsio can dispose of his tangente or lawful portion as he wishes, with the condition that from the whole paternal inheritance the said beneficiary heiress [his wife] should have the ability to support him with the earnings, and other things, without being bothered by the rest of the heirs, but that he may have all that is necessary to ascend to the Priesthood".

The rest of the will contains dispositions related to his debts and debtors. One interesting wish he expresses is that if his two daughters wish to get married, they receive dowries with dresses in the Italian manner. It may simply mean that his daughters were to be dressed in non traditional clothing, like "city" women, instead of country folk. This is one of the extremely few cases (less than five in nearly one thousand documents) where the women were not to receive dowries "in the Albanian manner."

Don Marsio MORTATO/MORTATI was born on March 22, 1765 in Porcile. He and Don Vincenzo FERRARI may have been school mates, although so far I have not found a document that states where Don Vincenzo studied. The Collegio Corsini in San Benedetto Ullano opened officially in 1733 and functioned specifically to prepare Italo Albanians for the Priesthood until March of 1794, in which it was transferred to San Demetrio Corone.
See the family of D. Marsio MORTATO

Below are the highlights of the Italian document:   Segue la trascrizione parziale del documento.

Testamento Nuncupativo di Giambatt[ist]a MORTATO del Casale di Porcile= Giambattista istituisce i suoi eredi universali e particolari suoi figli nati in costanza del suo matrimonio con Catarina LAURITO, cioŔ Giovanne, Marsio, Pasquale, Giuseppe, Vincenzo, Eutichia ed Elena. Sua moglie pu˛ avere una casa ed usufruire dell'ereditß del testatore, ma se lei passasse a seconde nozze, soltanto pu˛ pretendere le sue doti, che sono ducati 20 in contanti. Suo figlio Marsio, "che presentem[ente] fa dimora in S. Benedetto Ullano nell'assistenza dej studij, affinche ascendesse nel stato sacerdotale median[t]e l'agiuto divino, si debba costituire ß q[ue]sto il suo Padrimonio nei seguenti stabili, e sono la Piantata grande con olivi, ed altri alberi fruttiferi, che possiede nel Feudo di Porcile, confine con Cristoforo GROPPA&, e di un'altra Piantata d'olive, confine con Giosafatto FERRARO TOPANO, che parim[ent]e possiede in d[ett]o Feudo, e quall'ora non giungessero alla rendita, che compite al Padrimonio, se li debba assignare altra robba, acciocche possa ascendere al Sacerdozio, e colli frutti del med[esi]me possa vivere decorosam[ent]e, siccome richiede la Condiz[io]ne Ecclesiastica, colla condiz[io]ne bensý,
che seguito sia la sua morte, d[ett]o Patrimonio riccader debba a detti suoj eredi, e della sua porz[io]ne disponere d[ett]o Marsio di suo tangen[t]e a chi li piace, colla condiz[io]ne ancora, che di tutto l'asse Ereditario Paterno la sud[dett]a Erede usufruttuaria, possa avere la facoltÓ di mantenerlo nej studij coll'usufrutto, ed altro, senzacche l'eredi proprietarij li dassero molestia, ma che le dia tutto il necessario mantenim[ento], finche ascendere al Sacerdozio, quia sic&= L'usufruttuaria deve vendere "la Torniata con olivi, e fichi, ed altri alberi fruttiferi, e propriam[ent]e quella nel sud[dett]o Feudo di Porcile, confine con i beni di Giov[ann]e And[re]a CILIBERTO, e Marsio D'ORSA, e col costo della med[esi]ma estinguere tutti j debiti esistono in Casa"... Gli eredi di Domenico FERRARI gli devono pagare 20 carlini all'anno per il capitale di ducati 20, come per l'istrumento rogato dal Notaio Giuseppe PERNA di Castrovillari. Se Eutichia, ed Elena volessero rimanere celibi, devono ricevere la stessa porzione dell'ereditÓ, come i fratelli. Se volessero sposarsi, devono ricevere 50 ducati in contanti ciascuna, "e li vestimenti all'uso dell'Italiani, colli patti soliti"...



1782

LAURITO, Caterina of Porcile - Renounced claim to a Patrimonial parcel of real estate, together with Giovanni, and Pasquale MORTATI, mother and sons

Archivio di Stato di Castrovillari, Notaio Ferdinando FRASCINO di Frascineto, anno 1782, f. 25 verso (15 Aug 1782).
Abstract: Giambattista MORTATI died July 26, 1782 in Porcile, according to Church records. In his testament (See previous document) he stated that his son Marsio, at the time a student at the Corsini
Greek College of San Benedetto Ullano, should receive the necessary means to help him complete his studies as a priest. His mother, representing herself and several minor children, as well as her sons Vincenzo and Pasquale, relinquish the parcel of land described in the document to provide Don Marsio with his Patrimony.

Below are the highlights of the Italian document:   Seguono le notizie pi¨ importanti del documento in italiano.

Renuncia d'un Corpo stabile Padrimoniale fatta dalla Vedova Catarina LAURITO, Giov[ann]e, e Pasquale MORTATI Mad[r]e, e Figli respettivam[ente] ß prˇ di Marzio MORTATI di loro F[rate]llo, e Figlio Tutti del Casale di Porcile=
"Catarina LAURITO, Jure Romano vivente del q[uonda]m suo marito Giambattista MORTATI, qual Tutrice, e Curatrice de suoj Figli minori Vincenzo, Eutichia, Elenain virt¨ di Testam[ento] stipolato, p[er] j miej atti, sotto il dÝ dodeci Luglio del Cor[ren]e Anno"... da una parte. Giovanne, e Pasquale MORTATI "utrinque F[rate]lli, Figli, ed Eredi del soprad[dett]o f˙ Giambatt[ist]a del sud[dett]o Casale di Porcile, al pre[sen]te pur' anche in questa prefatta Terra di Frascineto", dalla seconda parte. ... il pred[ett]o Giambatt[ist]a loro Pad[r]e, e Marito in ultimis costituto formˇ il... Nuncupativo Testam[ento], ...
e nel med[esi]mo istituÝ suoj Eredi U[niversa]li, e particolari non solo j sopradetti Costituti Figli ugualm[ent]e, ma ben'anche un'altro Figlio nomato Marsio MORTATI, che attualm[ent]e fß dimora nel Venerabil Collegio Corsini nell'assistenza dello studio dell'umane lettere, sopra tutti, e Singoli suoj beni, cosÝ stabili, come mobili, Oro, Argento, e tutto, e quanto dal medemo possedeasi, ed altresÝ al cennato Marsio CostituÝ il suo Padrimonio nel Seguente Corpo stabile, che si possiede in Tenimento di Porcile, e proprio nel luogo d[ett]o il Feudo alborato di olivi, fichi, Terre libere, ed altri alberi fruttiferi, confine da' una parte Leonardo LAURITO, ed altri fini&, come il tutto rilevasi da d[ett]o Testam[ent]o allo quale& Conche di q[ua]nto esso Marsio di loro F[rate]llo, ave costituito p[er] suo Padrimonio, p[er] la descritta Possessione,"...



1797

MORTATO, Marsio - Agreement with Vincenzo Arciprete FERRARI

Archivio di Stato di Castrovillari, Notaio Ferdinando FRASCINO, anno 1797, f. 26-28 (4 March 1797).
Abstract: After a bitter battle for joint participation in earnings from the tithings that were received from the people of Porcile, D. Vincenzo FERRARI of Frascineto, the Arciprete of Porcile, agreed to share the appropriate portion of the same with D. Marsio MORTATO, a native priest of Porcile.
According to this document, the Church of Porcile had always been separate and distinct from the Church of Frascineto, with its own Arciprete being assigned by the Bishop of Cassano. It was also
ricettizia, that is, a church in which the Arciprete-Parish priest, a native of the village, received a fixed stipend taken from the common earnings. In addition, the Arciprete and the rest of the assistant priests shared equal portions of the remaining earnings. Only the Clergy native to the town was permitted to participate in this arrangement, at the exclusion of "foreigners". In this case, not only was the Arciprete a "foreigner" from Frascineto, but for four years he had taken all earnings and kept them to himself, giving nothing to Don Marsio MORTATO, thus excluding him from his own rightful portion.
The model represented by the Church of Porcile (Eianina) suggests that this institution, as part of the structure of a Latin Rite Diocese, followed the traditional Southern Italian method of administration of its temporal affairs. The manner of worship and of administering the Sacraments, however, as attested by the parish registers and other existing documents, at least in the 1700's, clearly followed the precepts of the Greek Rite.

For a more complete account about the churches of the type mentioned in this document, which were typical of the Kingdom of Naples, see the article "Per una Storia della Parrocchia del Mezzogiorno" by Gabriele de Rosa, presented at the Primo Incontro Seminariale di Maratea, May 17, 1977, in Edizioni Dehoniane, Napoli-Roma, pp. 11-37 and similar articles in the same publication (in Italian).

The complete document in Italian follows:

(f. 26v)
Convenzione trß il R[everen]do D. Vincenzo Arcip[rete] FERRARI, e D. Marsio MORTATI di Porcile&
In Dei Nom[in]e Amen Die quarta Men[si]s Martii millessimi, septincentessimi, nonagessimi septimi in Terra Frascineti& Reg[nant]te in nobis, & Indict[ionis] decimaq[ua]t[uo]r= Personalm[en]te costituti nella p[rese]nza nostra il R[everen]do D. Vincenzo FERRARI di Fras[cine]to qual Arcip[ret]e commorante attualm[ent]e in quel Casale di Procile, e presentem[ent]e in Fras[cine]to, il quale /consentendo
in noi/ agge, ed int[ervien]e alle cose infra[scritt]e,
p[er] se med[esim]o, ed Arcip[ret]i pro tempore di
d[ett]o Casale in futurum
, dalla p[ri]ma parte== Ed il R[everen]do D. Marsio MORTATO Sacerdote secolare del sud[dett]o Casale di Porcile, al pres[ent]e pur anche in Fra[scinet]o, il quale /consentendo in noi/ agge ed interviene alle cose inf[rascritt]e p[er] se stesso, e sacerdoti pro tempore di d[ett]a Sua Padria in futurum, dalla seconda parte=
Eglino le cennate parti spontaneam[ent]e ann'asserito, cosi come asseriscono nella nostra p[rese]nza Come l'Arcipretale Parochial Chiesa del Casale

(f. 27r)
Casale di Porcile Diocesi di Cassano ab immemorabile Ú stata recettizia innumerata a norma di altre Chiese di d[ett]a Diocesi, e specialm[ent]e della Chiesa della vicina Terra di Frascineto retta, e guidata da un Arcip[ret]e Parroco e Rettore, il quale viene eletto dall'Ill[ustrissi]mo, e R[everendissi]mo Monsig[no]r Vescovo di Cassano, a norma delle Istituzioni Canoniche secondo le regole prescritte in particolare della f.m.a di Benedetto XIV, e delle disposiz[ion]i
p[er] la Polizia del Regno ordinata dall' Augusto Sovrano il Re Carlo, vale a dire praevio formale concorso spediz[ion]e di Bolle, secondo le regole della Sacra Dattaria di Roma, mercÚ cuj il Par[r]oco eletto non ha dipendenza alcuna nel servizio della cura tanto rispetto alle aministraz[ion]e de S[anti]
S[acramenti], quanto alle funzioni mere Parocchiali, ed in tutte le altre funzioni ecclesiastiche, godendo ancora il jus di scegliere dalle Decime Sacramentali, che prestano la Populaz[ion]e di Porcile tum[ol]a quindeci di anteparte di g[ra]no, ed indi di bel nuovo
partecipare con gli altri Sacerdoti altra ugual porz[ion]e; All'incontro gli altri Sacerdoti naturali di detto Casale di Porcile, in virt˙ dell asserito stabilim[en]to recettizio innumerato dall'additata Chiesa, sempre hanno partecipate delle Decime Sacramentali, con dividere ugualm[ent]e la massa del g[ra]no trÓ gli altri Sacerdoti, e l'Arciprete, dopoche q[ue]sti si abbia scelto l'anteparte de'tum[ol]a quindeci di g[ra]no, coll'obligo perˇ, e perˇ agl'altri Sacerdoti di dover intervenire in tutte le funz[ion]i Ecclesiastiche, e far corpo coll'Arcip[ret]e p[er] maggiorm[ent]e dar gloria all'Altissimo, splendore alla nostra S[ant]a Religione, ed edificaz[ion]e al Popolo, e similm[ent]e coadiuvare all'Arcip[ret]e nella Cura ognivolta, che son richiesti, e cosÝ allegerire il peso, che soffre, e cosi si Ú pronunciato sempre con pace, e perfetta armonia, e con som[m]a sodisfaz[ion]e del Publico, ma nata questione trß detti D. Vincenzo Arcip[ret]e FERRARI, e D. Marsio MORTATI, circa il servizio, che doveva lo stesso S. Marsio prestare

(f. 27v)
prestare tanto nelle sacre funz[ion]i, quanto nel Coadiuvare il Paroco nella Cura, corrono circa Anni quattro, che d[ett]o Arciprete FERRARI non fece partecipare delle decime sudd[ett]e l'anzid[ett]o D. Marsio, onde f˙ costretto q[ue]sto chiamar d[ett]o Arcip[ret]e in giudizio nella Ducal Corte di Castrovillari, dove unitam[ent]e anno collitigato sino a passar li atti con som[m]o ardore nelle udienze delle seconde, nel Sup[re]mo Tribunale della Real Giurisdiz[ion]e, ed ora attrovarsi la Causa di bel nuovo nell' udienza delle seconde= Quindi tanto l'adittato R[everen]do Arcip[ret]e FERRARO, q[ua]nto il mentovato R[everen]do D. Marsio, avendo considerato il lungo litigio lespese non indifferenti, e molto p˙i (sic) l'inconvenienti, e gli indispensabili rancori, hanno risolto desistere dall'intrapesa, ed inutile briga, e di divenire all'antico stabilim[ent]o, i cuj vivevasi in d[ett]a Chiesa ricettizia innumerata, promettendo perciˇ, sicome promette, e si obliga l'Arcip[ret]e attuale D. Vincenzo FERRARI di far
godere al nomato D. Marsio MORTATO, ed alli futuri Sacerdoti, la porz[ion]e uguale dalle Decime Sacramentali, dopoche il med[esim]o avrß scelto l'antiparte di t[omola]ta quindeci di g[ra]no. All'incontro il R[everen]do D. Marsio MORTATO anorma dell'antica consuetudine anche promette, e si obliga assistere alle sagre funz[ion]i chiesastiche, e di coadiuvare all'Arcip[ret]e nella Cura della Parochia secondo il bisogno lo richiede, e di restituire quella porz[ion]e delle messe proPopolo, che il d[ett]o D. Marsio deve celebrare, e che nelle feste, e Domeniche si sono dall'Arcip[ret]e celebrate oppure celebrarle in d[ett]e Feste, come stimerÓ l'Arcip[ret]e, cessando esse parti, ed annullando tutti gli atti p[er] tal causa fabricati, e si abbiano, come non fatti, e promettono di vantaggio di mai pÝu (sic) venire in contesa , ma stabilm[ent]e stare nell'antico statuto di detta Parochial Chiesa aquale al presente si Ú confermato, e rinovato, siccome confermano, e rinovano nel p[rese]nte atto di comune consenso stipolato, tanto per cautela di

(f. 28r)
ambe le parti, quanto p[er] fut[ur]a cautela de successori Parochi, e de naturali Sacerdoti del Casale di Porcile===
Parim[ent]e necessitando Regio Astenso, ˇ Vescovile, p[er] magior convallidanza del p[rese]nte accordio tra essi fatto, ciˇ si debba farsi in comune spedire, e riguardo le spese si dall'una, come dall'altra parte, q[ues]te si abbino come non fatte ne p[er] l'uno ne p[er] l'altro, p[er] l'additata Causa, e cosi intendersi deve p[er] gli atrassi forse si possa, o posson pretendersi, dichiarandoli nulli, e Casti, e con[]ciˇ si Ú formato d[ett]o accordio, e stabilim[ento] trß i med[esim]i & Promettendo col loro giuram[ento] pacto per s[empr]e l'una parte all'altra, e l'altra all'una, p[er] sollenne, e legittima stipula la presente convenz[ion]e accordio, e stabilim[ento], averlo per semp[re], rato,
grato, efermo, ed aq[ue]llo non controvenire, p[er] qualunq[u]e causa motivo, o ragione nullasq[ue] litteras, et illos& ===
Per la reale osservanza delle sud[dett]e Cose tutte obligano loro stessi e beni tutti, e success[or]i pro temp[ore] & sub p[er]s[o]na, ea ad p[er]s[o]nam dupli& pro med[esim]e...

Presentibus Magnifico Mercurio BELLUSCIO Regio Judice ad Contractus Frasciniti
D. Alessandro FRASCINO
Magnifico Carlo PISARRI
D. Francesco Antonio FRASCINO Testibus Terrae Frascineti
Gennaro MICELI
Mastro Luiggi MARTIRE Civibus Castrivillarum


1803

ROSETI, Don Antonio, Parish Priest of Frascineto - Death Notice
Source: Frascineto, Parrocchia S. Maria Assunta in Cielo, Libro dei Defunti, p. 229 verso

Don Antonio ROSETI [This family is also known as ROSITO.] was, according to the record, an
"Examining Professor of Sacred Theology of the Synod of the Diocese of Cassano" of the Greek Rite.
The Latin entry follows:

R[everen]dus Archipresbyter D. Antonius ROSETI S[anctæ] Theologiæ Professor Examinator Synodalis nostræ Diocesis Casanen, vir pietate, ac mor. integritate, et Doctrina, insignis, pro animar[um] cura, qui vixit an[norum]:68 circiter,
munitus omnibus Sacramentis Eccl[esi]æ Grecæ, de hoc sæculo migravit die 13 M[ensi]s Januarii an[ni] 1803, et sepultus fuit in Eccl[esi]a S[ancti] Petri sepultura suor[um] Majorum; unde-
Frascino Œconomus Curatus
Vedi la sua famiglia


1804

CILIBERTO, Petronilla - Pardon granted to
Vincenzo MORTATO and to his brother D. Marsio MORTATO of Porcile

Archivio di Stato di Castrovillari; Notaio Ferdinando FRASCINO; 1804; f. 30-31 (25 March 1804).
Abstract: At this time Don Marsio and his brother Vincenzo are embroiled in the deadly aftermath of an altercation between their brother Pasquale and a neighbor of Porcile, Gennaro FAVALE, husband of Petronilla CILIBERTO. According to Petronilla's account, her husband tried to resolve the disagreement by shooting Pasquale once, who after a few hours "went to the majority [died]". According to Don Marsio's last will and testament (yr. 1800), Pasquale was a man "of little talent, and of well known mental deffects", who had a propensity for violence.
The MORTATO brothers, Vincenzo and Don Marsio, heard about the incident and rushed to the site
where the shooting had taken place. They saw Pasquale lying on the ground, dead. In a fit of rage, Vincenzo MORTATO immediately shot Gennaro FAVALE. The shot knocked him to the ground and killed him instantly. A moment later, Vincenzo recognized his own guilt and he immediately appeared before the Royal Forces of the Audience in Cosenza, where he was condemned to prison.
Petronilla, who knew the true course of events, appeared before the Court in Castrovillari, and gave her deposition. She relieved D. Marsio of any possible involvement in the unfortunate incident. She also sincerely forgave the MORTATO brothers, saying that she had not been coherced in any way, but that she was trying to follow the example of Jesus Christ.
This is one example of the frequent resorting to arms as a way to resolve disagreements. It may be a remnant of the old Albanian ways, in which offenses were paid for in blood. There are many examples of continuous deadly confrontations, especially between families of Frascineto and Porcile (Ejanina). These were at times interrupted by formal truces, recorded by the notaries of the area.

The complete document in Italian follows:

(f. 30v)
Atto Pub[lic]o f[att]o da Petronilla CILIBERTO a favore del R[everen]do D. Marsio MORTATO Porcile&
In Dei Nom[in]e Amen Die vigesimaquinta Men[si]s Martii millessimi, octincentessimi quarti in Casale Porcilis& Reg[nant]te in nobis, & Indict[ioni]s sep[tim]ae= Costituto personalm[en]te nella p[rese]nza n[ostr]a Petronilla CILIBERTO qual vedova /J[ure] R[omano] V[ivente]/ dal q[uonda]m Gen[nar]o FAVALE di Porcile, qual Tutrice, Curatrice dichiarata
legittimamente de suoi figli Dom[eni]co, Gregorio, e Saverio FAVALE in virt¨ di Decreto di expedit emanato dalla Corte di Castrovillari sotto il Mese di 7b[r]e dell'Anno 1801, la quale non vi dolo, ma spontaneamente, e col suo giuram[ento], asserisce nella sud[detta] p[rese]nza n[ost]ra qualmente sotto il dý 23 Giugno 1801, il f¨ suo Marito Gen[nar]o FAVALE, avendo avuto contesa con Pasquale MORTATO suo Paesano, p[er] alcune di loro controversie, e gari, de passava trß essi, il sud[dett]o suo Marito senza cogniz[ion]e d'uomo

(f. 31r)
d'uomo, p[er]che avea nelle proprie mani il scioppo tir˛ al sud[dett]o Pasquale una scioppitata, che rest˛ quasi estinto in d[ett]o atto, e poche ore ne pass˛ al num[er]o de j dippi¨, a vista di tal fatto, e successo, avendo inteso i germani F[rate]lli di esso MORTATO la morte del comun F[rate]llo si sono occorsi precipitosamente Vincenzo, ed il Sacerdote Secolare D. Marsio MORTATI, sicche attirando il p[ri]mo, e vedendo disteso a Terra il suo F[rate]llo giÓ stimato morto, come segui tir˛ altra scoppitata al pred[ett]o f¨ Gen[nar]o suo Marito, e lo distese a Terra, e lo stesso Vincenzo vedendo la sua reitÓ si present˛ spontaneamente nelle Regie Forze dell'Udienza di Cosenza in dove si Ŕ di pi¨ condannato in Gallera; Onde vedendo la Costituta Petronilla, e conoscendo la veritÓ del fatto, p[er]che occularm[ent]e vidde il vero fatto seguito, e p[er]che il sud[dett]o suo Marito ne f¨
la causa di tale morti, risse, et intese, la stessa p[er] gl'atti della Corte di Castrovillari formalm[ent]e ne fece la remissione, esculpaz[ion]e, e perdono di vero cuore al sud[dett]o Vincenzo MORTATO non solamente p[er] se med[esi]ma, ma anche molto pi¨ pure in detto atto ne fece ancora la remis[sion]e formale al citato Sacerdote D. Marsio, se accaso q[ue]sto era incorso a qualche reitÓ in d[ett]i eseguiti omicidij; e siccome in d[ett]o tempo ha rimesso, e perdonato ad ambedue a d[ett]i F[rate]lli DI MORTATO, seguendo le vestigie di N[ost]ro Sig[nor]e, con oggi sud[dett]o giorno co tutto cuore perdona rimette, e disculpa nuovam[ent]e, ed asserisce, che la stessa no Ŕ stata sforzata, pagata, o minacciata, ma solo si Ŕ indotta a farla unicam[ent]e, p[er] amor di Dio, e p[er] vivere da Cristiana, e sogiunge di rattificar, imologar, confermar in tutto, e p[er] tutto la divisata remis[sion]e fatta

(f. 31v)
fatta p[ri]ma in detta Corte di Castrovillari, e vuole, che ambedue tali remis[sion]i abbiano il loro effetto, e vigore, cosi in giudizio, come fuori, renunciando ad ogni favore di leg[ge], e promette mai di risalire, p[er]che ha conosciuto e conosce la veritÓ, e p[er]ci˛ vuole seguire le vestigie di nostro Sig[nor]e, e non vuole portar odio, rancore, e nemicizie. E p[er]che ha preinteso, che da alcuni di mal indole, ed odore, voglia che venga esso D. Marsio rubricato su tali Omicidij, la stessa, oggi intende nuovam[ent]e, e particolarm[ent]e perdonare, e rin[?] ad esso D. Marsio, con esculparlo du veri Cuore, e vuole, che p[er] tal causa non sia molestato, o rubricato, promettendo d'aver p[er] semp[re] rata, grata,
non solam[ent]e la p[ri]ma remiss[sion]e f[att]a p[er] g'altri della Corte locale, ma anche la pres[ent]e abbia d'avere la sua vallidanza in qualunq[u]e T[er]ra sarÓ presentata, sott'obligo de suoi beni tutti ered[?], e sotto pena del dopio, e cosi giura& Unde, e vuole, che si facesse pub[lic]o atto&
Quibus om[ni]bus requisiret nos, et depnd.s conf.e deberemus acu. nos autem unde laus Deo&

P[rese]n[ti]bus Mag[nifi]co Mercurio BELLUSCIO Reg[i]o Jud[ic]e ad Con[tract]us Frascineti
Pietro BELLUSCI = Pietro FERRARI = Carlo CILIBERTO = Antonio MIRAGLIA = Filippo MAGNELLI = Test[ibu]s Terræ Frascineti


1804

CASTELLANO, Don Pietro - Sale of a
vegetable garden, and basement to the Priest Don Marsio MOTATO of Porcile

Archivio di Stato di Castrovillari; Notaio Ferdinando FRASCINO; 1805; f. 115-117 (14 August 1805).
Abstract: Don Pietro CASTELLANO of Civita owed Don Marsio, "secular priest" of Porcile, 27 ducats. He didn't pay on time, which prompted Don Marsio to take him to court. At this time, to pay his debt, and to cover the cost of court proceedings, Don Pietro relinquishes a "fundaco" or basement, and an "ortale" or vegetable garden, in the house where he and his brother Vincenzo were living.
According to many of the records of this year and other close years, these were "annate calamitose", years of calamity, which caused so many to sell sometimes the little they had, to pay their debts. Don Pietro had several creditors, such as a certain Antonio ROVITTO of Cerchiara (From other documents). From an order issued from the Court of Cassano, attached to this instrument [legal transaction], we learn that Don Pietro would have gone to jail if he had not paid this debt.
The main content of the document in Italian follows:

(f. 115r)
Vendita di Fundaco, ed Ortale fatto da Don Pietro CASTELLANO di Civita al Sacerdote Don Marsio MORTATO di Porcile=
In Dei Nomine Amen Die vero decima quarta Men[si]s Augusti millessimi, octincentessimi quinti in Terra Frascineti& Regnante in nobis, & Indictionis octavæ= Costituto personalmente nella presenza nostra Don Marsio MORTATO Sacerdote Secolare del Casale di Porcile, ed oggi in questa Terra di Frascineto, il quale/consentendo in noi/agge, ed interviene alle cose infrascritte per se stesso, suoi eredi, e successori in futurum& dalla prima parte=
E Don Pietro CASTELLANO di Civita, ed al presente qui in questa sudetta Terra di Frascineto/a
noi ben cognito/, il quale similmente agge, ed interviene alle cose infrascritte per se stesso, suoi eredi, e successori& in futurum& dalla seconda parte=
Il predetto Don Pietro spontaneamente & asserisce nella sudetta presenza nostra qualmente lo stesso tiene, e pacificamente possiede qual vero Signore, e Padrone con giusto titolo, e buona fede, un fundaco, osia basso fonno [fondo], e propriamente quello esiste di mezzo al Palazzo di abitazione di esso Don Pietro, e suo Fratello Don Vincenzo CASTELLANO Eredi del f˙ Don Tomaso, una colla porzione dell'ortale, e muro di fabrica per quanto tira di essenzione detto fundaco, esistente in detto ortale, un piede di Celso moro, siti e posti nella propria sua Padria [Patria] di Civita confine

(f. 115v)
confine da Oriente co Don Pietro FUCILE, dall'altro lato altri beni di esso Don Pietro, franco e libero di ogni peso, e servit˙, eccetto per˛ dell'annuo canone di Carlini tre dovuti alla Chiesa Madre di detta sua Padria per ragion di cenzo enfiteutico del sudetto lo piede di Celso moro esistente i detta porzione d'ortale, del resto franco di altra servit˙, ma colla libera entrata, ed uscita, che deve avere detto fundaco, e porzione d'ortale di mezzo dall'istessa entrata, ed uscita della Porta comune dell'intiero ortale&, E comecche non riesce utile al predetto Don Pietro CASTELLANO di tenere per proprio conto detto Fundaco, e porzione d'ortale con muro di fabrica per suo proprio conto, e magiormente per
sottrarsi in parte dalle molestie de Creditori, che tuttavia lo molestano, e precise esso D. Marsio, che andava creditore in Docati venti Sette in virt˙ di obbliganza procesatta formata dalla Corte di Castrovillari, e l'istessa m[...]ta in quella di Cassano, per cuj si deve al dovuto sequestro come apparisce nelle lettere esecutoriali, che originalmente s'inseriscono nel presente atto per cautela di chi spetta, e si sono erogate varie spese come apparisconodalli atti acuj (?); Ave perciˇ esso Don Pietro deliberato, e disposto detto Fundaco, e porzione d'ortale cederli in solutum, et pro soluto nomine al citato Don Marsio MORTATI presente per lo prezzo di docati trentanove, e grana cinquanta, come f˙ apprezzato, e sti-

(f. 116r)
mato da Domenico COLACINO, come dalla sua fede, che originalmente s'inserisce nel presente Istrumento per futura cautela& qual fundaco, e porzione d'ortale si cede ad esso Don Marsio presente in solutum et pro soluto nomine cosi franco, e libero, e senza patto di ricompra, ma colla libera entrata, ed uscita non solamente per la sorte principale dej docati venti sette ma per tutte le spese erogate, che unito col capitale ascendono in tutto a docati trentanove, e grana cinquanta, e per non secondare esso Don Marsio magior spesa in corte, volontariamente esso Don Pietro le fece una cessione di suo pugno sotto il di nove del Corrente Agosto, che originalmente pure s'inserisce nel presente atto per cautela& ed oggi sollennemente col presente atto esso
CASTELLANO le cede detti beni; A qual effetto si donano per irriti, e cassi tutti gl'atti fabricati in Corte e siano come quelli non fatti, ed esso Creditore MORTATI stante tal cessione avuta se ne dichiara ben contento, e sodisfatto, e non ha altro, che pretendere dal predetto Don Pietro, dando per casso, e nullo non solamente detta obbliganza, ma qualunque altra scrittura o chirografo avesse contro esso di CASTELLANO acuj=
Fatta dunque una tale assertiva, volendo le sudette parti mandare in effetto tutto ci˛ che si e detto perfezzionare una tale cessione e mercÚ publico, e sollenne Istrumento roborarlo; quindi Ú che oggi sudetto giorno esso Don Pietro CASTELLANO cede, e renuncia a... (continua)


Jeta ArbŰreshe


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